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Interviste ai Sisal Poker Pro: Dario Alioto
24 05 2011 Poker News


In questa nuova intervista ai Sisal Pro è Dario Alioto a raccontare qualcosa di sè e a svelare i suoi tre segreti per sbancare il tavolo verde. Giovanissimo, nato a Palermo nel 1984, Alioto si è trasformato subito in un vero fenomeno non solo del Texas, ma soprattutto del Pot Limit Omaha, la sua specialità, tanto da essere primo nella European Omaha All Time Money List.


Un predestinato. Uno che gioca a poker "da quando avevo 12 anni". Uno abituato al sapore della competizione, un animale da gara. Tanto da essersi guadagnato i gradi di "capitano dell'Italia negli ultimi tre anni alla Nation's Cup (il Campionato Europeo di poker a squadre)". I suoi record? Svariati, sicuramente uno dei più significativi è quello di essere l'italiano più giovane ad aver vinto un titolo WSOP, i campionati mondiali di poker che si svolgono ogni anno a Las Vegas.


Da giovane praticavi Judo e Lotta libera, pare anche con successo. Cosa ti ha fatto avvicinare al mondo del Poker?


Non credo che sia il caso di parlare di un vero e proprio avvicinamento, perché ho sempre giocato a carte fin da bambino, da quando avevo 12 anni. Ovviamente mi riferisco al classico poker all'italiana. Se andiamo a parlare nello specifico di Texas Holdem, pochi mesi dopo aver smesso con l'attività agonistica l'avvicinamento è stato casuale, navigando in internet. La possibilità di confrontarmi online nel gioco del poker mi entusiasmava, il poker era da sempre stato il mio gioco di carte preferito e dopo aver smesso con le competizioni, a causa dei troppi infortuni, sentivo la mancanza del confronto e delle gare. Il Texas era l'ideale per darmi modo di sfogare questa mia necessità, laddove non ero più in condizione, né avevo la voglia di continuare ad allenarmi in palestra per poi vedere tutto l'allenamento sfumare per una spalla lussata.


Sei un guru del Pot Limit Omaha. Ci spieghi le differenze con il Texas???


Le differenze sono parecchie, infatti per comodità forse sarebbe meglio elencare le cose in comune, e sono quelle che uniscono tutte le varianti del poker dove si gioca con cinque carte comuni sul board. Se vogliamo elencare un paio tra le differenze principali possiamo dire che ad Omaha il range di punti che si vanno a legare al flop è molto più alto, visto che si gioca con quattro carte che combinate tra loro formano ben sei coppie di due carte per ogni giocatore! Se nel Texas settare al flop è spesso una garanzia per poter avere la best hand anche dopo aver girato il river, nel'Omaha invece bisognerà guardarsi bene dalle possibilità di scale, colori, ma anche di set superiori! Insomma va a finire che un set a flop diventa quasi come un Draw per fare full, perché se non accoppia il board quasi sempre si aprono possibilità di scale o colori che possono far legare gli avversari!


Perché sei soprannominato Ryu???


È il nickname che mi sono scelto una decina di anni fa da usare in internet. Ne cercavo uno conciso, facile da ricordare, possibilmente esotico e che suonasse bene. Poi ovviamente questo nome rimanda ad un forte personaggio di un videogioco di combattimenti e la cosa non mi dispiaceva affatto. Ryu in giapponese significa Drago.


Hai vinto le WSOP Europe di Pot Limit Omaha nel 2007. Come ci si sente a salire sul tetto del mondo???


Come in tanti ambiti, c'è sempre modo e modo di ottenere qualcosa. Nel mio caso devo dire che l’aspetto più soddisfacente è stato proprio il modo con cui ho vinto quel titolo. Nel poker non è detto che il vincitore di un torneo sia per forza quello che ha meritato di più , oppure uno tra quelli che hanno giocato meglio. In quello specifico caso, falsa modestia a parte, si è trattato di una vittoria per manifesta superiorità ! E non sono io a dirlo, ma i miei avversari dell'epoca, i blogger , i giornalisti presenti e chi seguì lo streaming online.


Negli ultimi 3 anni sei stato capitano dell'Italia nel Campionato Europeo a Squadre. Senti il peso di questa responsabilità?


Certamente, quando mi trovo li a giocare, ogni volta che un mio compagno sbaglia una mano o un comportamento mi sento direttamente responsabile; viceversa ogni volta che sbaglio io qualche scelta l'errore vale per quattro, moltiplicato per tutti i membri della squadra. Credo che la cosa sia abbastanza naturale, con la mia squadra rappresentiamo l'Italia in Europa e cerchiamo di fare tutto il possibile per dimostrare ogni anno che gli italiani non giocano solo in maniera approssimativa e azzardata, come qualcuno vuole far credere. Ogni anno vogliamo dimostrare che non abbiamo nulla da invidiare alle altre nazioni, che anche la scuola italiana è in grado di sfornare dei veri campioni. Con le nostre prestazioni abbiamo convinto di questo tutti i nostri avversari, e d'altronde quest'anno ci è mancato proprio di un soffio il titolo europeo, che per noi del Team valeva doppio in quanto rappresentavamo sia l'Italia che il Sisal Poker Team Pro, votato come Team Pro migliore d'Italia per due anni di fila nei siti del settore. E allora quale migliore occasione per dimostrare il nostro valore!


Attualmente figuri nella Top Ten Omaha All Time Wsop Money List e primo nella European Omaha All Time Money List.


A dire il vero non ci penso molto. A volte quando mi siedo ai tavoli non mi rendo molto conto di ciò che questo possa rappresentare per i miei avversari, anzi do per scontato che chi mi gioca contro non mi conosce e poi scopro che si tratta un giocatore che mi ha sempre seguito negli anni e che mi prende come modello. Spesso gli eccessi di modestia possono portare dei problemi al tavolo. Nel mio caso, invece credo che questa parte del mio modo di essere possa essere un vantaggio, visto che comunque ho piena stima delle mia capacità di giocatore, quindi tendo sempre a dare il massimo senza pormi con atteggiamento di superiorità, affrontando il gioco in maniera analitica senza sentire il peso del mio personaggio.


Quest’anno hai iniziato ancora meglio. Quarto nella classifica di giocatore dell’anno Ept, Primo nella classifica Omaha e secondo nel Mixed game. Sembri il Phil Ivey Italiano…


Io amo il poker in tutte le sue forme, credo che ridurlo ad una sola variante come fanno in molti sia un vero peccato! Per me poter essere considerato il miglior giocatore italiano "All-around" è sicuramente un obiettivo a cui tengo molto. Per me il vero giocatore di Poker è colui il quale, se gli spieghi le regole di un gioco nuovo, in poco tempo diventa forte anche in quello!


Che consigli ti senti di dare a coloro che intendono avvicinarsi a questo mondo?


Tre regole d'oro. Primo, umiltà: è un gioco nuovo e bisogna avere la mentalità giusta per imparare partendo da zero; secondo, divertimento: all'inizio è difficile vincere, vi confronterete con avversari più esperti di voi, quindi cominciate dai livelli più economici per fare pratica , così anche se vi troverete a pagare l'inesperienza si tratterà di cifre irrisorie per il vostro portafogli; terzo: studio nei siti specializzati: vi consiglio in primis il Sisalpokerlab.it , che è una vera e propria scuola di poker per l'avviamento dei nuovi giocatori verso uno stile vincente.

 

Per gentile concessione della redazione di www.infiltrato.it